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I genitori, e specialmente la madre, sono in grado di offrire ai figli amore, sicurezza, senso di protezione e fiducia. Il figlio dipende in maniera totale dai genitori e in particolare dalla madre, con la quale esiste fin dal principio un rapporto di unione simbiotica. Ma anche in seguito il flusso di amore e di energia vitale che scorre dai genitori ai figli è fondamentale per una crescita serena e armoniosa. Se il rapporto tra la madre e il figlio si spezza precocemente a causa di un evento drammatico che colpisce la madre, il figlio non sarà più in grado di ricevere: questa interruzione nel flusso di energia dalla madre al figlio è chiamato appunto “movimento interrotto

Una gravidanza portata a termine in uno stato di ansia e pericolo per le condizioni esterne (come nel caso di lutti, guerre o carestie), oppure per precarie condizioni fisiche, oppure gravi difficoltà nel parto o, ancora di più, lunghe malattie fisiche della madre o del bambino subito dopo il parto, sarebbero responsabili del movimento interrotto. Particolarmente angosciante e traumatica viene considerata l’esperienza della morte della madre durante il parto o poco dopo di questo.

Anche nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza, quando il bambino inizia a crescere e a formarsi come individuo, la separazione dai genitori deve essere graduale e non traumatica. Lo stato di shock può essere talmente grande, che dopo una prima reazione di rabbia e di dolore, si sviluppa un blocco nella coscienza, carico di silenzio, di profonda rinuncia e rassegnazione. Ne deriverà un adulto che ha imparato a non chiedere ciò di cui ha bisogno, che rimane chiuso, contratto nelle relazioni a cui andrà incontro, ma dalle quali si ritirerà presto con la consapevolezza che “Tanto è tutto inutile”. Per paura del rifiuto, pur desiderando ardentemente qualcosa, eviterà la possibilità di ottenerlo.

Per poter guarire bisogna tornare a quella situazione, recuperare il movimento interrotto e portarlo a termine: il movimento risanatore porta l’equilibrio nel sistema, rimette in collegamento il figlio con la madre (o con il padre), e in genere attraverso un abbraccio prolungato, porta allo scioglimento del blocco, dando avvio alla guarigione interiore.

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