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La legge di appartenenza assume un valore importantissimo per quel che riguarda i bambini abortiti o morti piccoli, che spesso vengono dimenticati, ignorati o persino non considerati come membri della famiglia. Senza entrare nel merito della liceità e bontà o meno della scelta dell’aborto, di fatto l’interruzione di una gravidanza consiste nella morte psicobiologica del feto, che per qualche settimana o mese, ma anche solo qualche giorno o ora, è stato un essere vivente, e un membro del sistema, in quanto concepito da un padre e una madre.

Quello che accade con gli aborti è che spesso non se ne parla, vengono rimossi o dimenticati, come se non fossero mai accaduti, si contano solo i figli vivi, ai quali spesso non viene mai detto che prima o dopo di loro ci sono stati degli aborti. Inoltre il feto non viene battezzato (o non gli viene attribuito un nome) e non gli viene fatto un funerale o data sepoltura, ma viene semplicemente seguita la procedura di smaltimento del materiale organico residuo delle operazioni chirurgiche. Tutto questo crea un’esclusione netta e profonda, di cui tutto il sistema risente.

Grazie alle Costellazioni Familiari è possibile indagare, vedere e incontrare gli aborti presenti nel sistema, e reintegrarli, ma il processo di riconoscimento e d’integrazione richiede un po’ di tempo, e avviene più facilmente se si comincia a parlarne serenamente con gli altri membri della famiglia, e con un rito simbolico si dà loro una presenza concreta: ad esempio piantare un albero in un luogo tranquillo e protetto, riscrivere il proprio albero genealogico inserendo i nomi dei figli o fratelli abortiti, cominciare a contare i figli o i fratelli nel loro reale ordine.

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